Vietti in Plenum sulla vicenda Sallusti

Vietti in Plenum sulla vicenda Sallusti

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In occasione della discussione in plenum sulle dichiarazioni di alcuni consiglieri laici che hanno espresso solidarietà al dott. Alessandro Sallusti, il Vice Presidente del CSM Michele Vietti e' intervenuto rappresentando quanto segue.

“È improprio fare riferimento alla legislazione del periodo fascista perché il codice Rocco prevedeva, nel caso di diffamazione a mezzo stampa, una pena alternativa tra quella pecuniaria e quella detentiva. L'introduzione del cumulo necessario tra le due pene risale alla legge n. 47 del 1948. Occorre poi ricordare che il giudice monocratico di primo grado da' atto nella sua sentenza di aver "erroneamente omessa l'applicazione della pena detentiva" applicando solo quella pecuniaria. Il giudice d'appello, confermando la responsabilità del direttore, ha necessariamente irrogato, in accoglimento dell’appello del P.M., anche la pena detentiva, ritenendo altresì di non concedere ne'  le attenuanti generiche ne' la sospensione condizionale. La Corte di cassazione ha confermato la sentenza d'appello”.

Il Vice Presidente, espressa la solidarietà umana nei confronti del direttore Sallusti, ha raccomandato di "non perdere di vista il quadro giuridico vigente" pur confidando che il legislatore lo modifichi, mantenendo fermo il giudizio di disvalore per la lesione della altrui reputazione e nel rispetto del principio di uguaglianza. " Anche perché - ha concluso il Vice Presidente - molti degli appelli al cambiamento provengono da chi ha il potere di farlo".