VIII Conferenza Internazionale degli Organi Giudiziari di autogoverno dei paesi balcanici

VIII Conferenza Internazionale degli Organi Giudiziari di autogoverno dei paesi balcanici

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Ho oggi il piacere di introdurre il secondo giorno dei lavori della VIII Conferenza degli organi di autogoverno dei paesi dell’Area Balcanica.

A nome del CSM italiano rinnovo il benvenuto a tutti i partecipanti, rappresentanti dei Consigli di Giustizia, delle Supreme Corti ed organi di governo della magistratura, e agli ospiti di questa Conferenza e il Past President Miguel Carmona, il Presidente di Medel- l’Association des Magistrats  Européens pour la démocratie et la liberté Antonio Cluny, il Direttore dell’ufficio permanente della Rete Europea dei Consigli di Giustizia, Moninque Van Der Goes.

A tutti gli intervenuti rivolgo il mio cordiale e sincero indirizzo di saluto.

L’incontro di questi giorni è un appuntamento di rilievo speciale per il nostro Consiglio, sia per i temi che - sin dalla sua costituzione - la Conferenza ha posto al centro della sua riflessione, sia per la presenza di molti rappresentanti dei Consigli di Giustizia ed organi di autogoverno che – come il CSM italiano- credono nella cooperazione fra istituzioni e fra magistrature come strumento per sviluppare e per sostenere un sistema giudiziario indipendente, efficiente, e responsabile.


La magistratura italiana e il suo organo di autogoverno sono per questo attivamente impegnati nel processo di integrazione per la costruzione di uno spazio europeo di giustizia, di libertà e di sicurezza, e per la diffusione di una comune cultura della giurisdizione, che sia al servizio degli obiettivi di equità e di qualità delle decisioni, e di durata ragionevole dei processi.

La magistratura deve far fronte ad una crescente e sempre più complessa domanda di giustizia; la giurisdizione deve essere in grado di rispondere a nuovi bisogni e di soddisfare le crescenti attese dei cittadini, guardando alle più ampie e talvolta  inesplorate frontiere dei diritti emergenti; la domanda di equità e di imparzialità si accompagna a quella di efficacia e ragionevole tempestività della giustizia: tutte queste istanze non appaiono più confinabili nei contesti nazionali ed esigono un livello sovranazionale di tutela dei diritti, e una magistratura che sia in grado di assicurare ovunque qualità ed effettività della giurisdizione.

Le magistrature dei nostri paesi e le nostre istituzioni condividono con convinzione l’obiettivo di partecipare alla costruzione di una Comunità di diritti e alla diffusione dei valori condivisi della giurisdizione, e sono consapevoli della responsabilità che assegna loro questo percorso.

Gli organi di autogoverno – nell’esercizio delle loro prerogative - devono saper svolgere un ruolo propulsivo rispetto al processo di integrazione, con la presenza nei progetti internazionali, la partecipazione alle istituzioni comunitarie, una formazione dei magistrati adeguata alle nuove esigenze, e con il confronto fra le diverse esperienze.

E i Consigli di Giustizia devono - essi stessi - continuare ad essere Soggetti Attivi nel processo di avanzamento di una dimensione sovranazionale della giustizia, nel quale i diversi sistemi giudiziari possano coesistere ma nel contempo riconoscersi nei principi di indipendenza e di autonomia della magistratura di cui sono espressione e garanti.

Partendo dal Valore comune della indipendenza della magistratura, come principio fondante delle moderne società democratiche e garanzia per i cittadini di una giurisdizione efficiente e di qualità, i Consigli di Giustizia devono promuovere la conoscenza delle diverse esperienze in materia di organizzazione degli organi giudiziari e del loro funzionamento, favorire il confronto fra i diversi ordinamenti, e la diffusione delle buone prassi, ed operare per accrescere la reciproca conoscenza e confidenza fra tutte le magistrature.

Questi sono gli obiettivi che hanno animato sino ad ora, e a partire dalla sua costituzione, l’attività di questa Conferenza, che ha già espresso in più occasioni la condivisione dei principi fondamentali sui Consigli di Giustizia, quali organi responsabili del supporto ai sistemi giudiziari ai fini dell’indipendente esercizio della giurisdizione, principi che ritroviamo in tutte le dichiarazioni congiunte che sono state adottate.

A cominciare da quella di Budapest,  del giugno 2007, che ha enunciato le fondamentali implicazioni dei Valori dell’ indipendenza e dell’autonomia della magistratura “quale fondamento della democrazia in ogni società” : la necessità che sia demandata ad organi di autogoverno della magistratura, indipendenti dal potere esecutivo e legislativo, la gestione della carriera dei magistrati; l’importanza di assicurare risorse sufficienti, e un meccanismo di determinazione e di gestione dei salari e del budget che non consenta alcuna forma di pressione e di interferenza sull’attività dei magistrati e sul funzionamento del sistema giudiziario; la necessità che il confronto critico sui temi della giustizia sia costruttivo e che si sviluppi nelle forme e con le modalità che non ne comportino la delegittimazione.

Sono gli stessi principi che avrebbe da lì a poco ribadito il parere n. 10 del novembre 2007 del Consiglio Consultivo dei Giudici Europei sui Consigli di Giustizia, richiamando il ruolo degli organi di autogoverno come strumento di garanzia dell’indipendenza della sistema giudiziario e dei singoli giudici, non prerogativa o privilegio  dei singoli ma condizione per la loro imparzialità e, “di conseguenza, garanzia di eguaglianza dei cittadini davanti alla giustizia”,  promotore della qualità ed efficacia della giustizia, nel rispetto dell’art 6 della  Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, e per questo tenuto a sviluppare tutti gli strumenti necessari per la valutazione della giustizia, a rendere conto del suo funzionamento e a richiedere alle autorità competenti di prendere le misure necessarie per migliorarlo.

Nell’ambito di questa Conferenza è emersa una comunanza di visione delle istituzioni e delle magistratura rispetto al ruolo che devono avere e poter svolgere i Consigli di Giustizia: un ruolo di garanzia,  in quanto organi indipendenti da altri poteri, che presuppone però anche una permanente interlocuzione istituzionale con altri poteri e istituzioni sui temi del funzionamento del sistema giudiziario, come ribadito nella dichiarazione di Istanbul del maggio 2012.

Una importante condivisione di principi e di valori si è manifestata sui temi della carriera e della progressione dei magistrati, della professionalità e dell’etica, discussi nella conferenza di Sofia nel 2010 e in quella di Velingrad del 2011, che hanno ribadito l’importanza di un sistema che garantisca l’indipendenza del giudice anche interna alla magistratura, la trasparenza nel reclutamento, di adeguate risorse per il funzionamento degli uffici giudiziari, e di un livello di retribuzione che – come ricorda il Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa nella raccomandazione agli Stati Membri  12/(2010) sull’indipendenza e la responsabilità dei giudici e la dichiarazione di Vilnius della Assemblea generale della Rete Europea dei Consigli di Giustizia nel giugno 2012 - sia adeguato al ruolo e alle responsabilità dei giudici,  e li metta al riparo da ogni forma di pressioni e condizionamenti.

Attraverso il confronto fra le diverse esperienze e la conoscenza della buone prassi, i Consigli di giustizia possono affrontare le nuove sfide che si profilano per la giustizia e cogliere le nuove opportunità, come quelle che derivano dall’utilizzo delle nuove tecnologie, oggetto di confronto all’ultima Conferenza  svoltasi ad Istanbul, e della dichiarazione conclusiva dei lavori.

Le tematiche oggetto della riflessione di questi giorni, dedicata ai possibili modelli di organizzazione della Conferenza e alla individuazione delle modalità di lavoro più idonee a consentire il confronto su specifiche tematiche, offrono altre importanti prospettive sulla nostra reciproca collaborazione: certamente la  Conferenza potrà continuare a svolgere l’importante ruolo di raccordo fra i Consigli di Giustizia e le magistrature dei nostri paesi, in vista dell’ampliamento di una comune area comune giuridica, secondo gli obiettivi enunciati alla conferenza di Bucarest nel 2008.

Il mio augurio è che l’attività della Conferenza possa proseguire e che il legame fra le nostre istituzioni ci agevoli nel difficile compito di promuovere una magistratura all’altezza delle aspettative dei cittadini e delle sfide poste dal nuovo contesto sociale ed economico.

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