Presentazione del libro "Giustizia in bilico", curato dal consigliere del CSM Mariano Sciacca

Presentazione del libro "Giustizia in bilico", curato dal consigliere del CSM Mariano Sciacca

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Di informatica il mondo della giustizia è pervaso.
Già il  D.L.vo 13 febbraio 1993 n° 39 ha iniziato a delineare un percorso di introduzione nel nostro mondo - sino ad allora rigorosamente cartaceo - di procedure basate sull'utilizzo di risorse informatiche.
Ne è seguita l'adozione delle linee guida predisposte dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) in merito alla struttura del documento informatico ed agli strumenti di supporto previsti e forniti dal Centro stesso per tutte le pubbliche amministrazioni, compresa la Giustizia.

Oggi esiste un completo e variegato programma di informatizzazione dell’Amministrazione giudiziaria, orientato al conseguimento di una serie di obiettivi strategici prioritari in linea con quanto definito in materia di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, che tiene conto delle “Linee strategiche per il triennio 2010-2012” emanate dal CNIPA e si sviluppa secondo due direttrici strategiche complementari:
la prima, denominata “Interventi di e-government”, finalizzata a presentare in una visione integrata delle iniziative che afferiscono agli indirizzi prioritari in tema di digitalizzazione della P.A.;
la seconda, denominata “Iniziative ulteriori dell’Amministrazione”, finalizzata a delineare le iniziative progettuali e gli interventi di evoluzione e gestione dei sistemi informativi in linea con gli obiettivi enunciati nella “Direttiva sull’azione amministrativa" emanata dal Ministro della Giustizia”.

Da queste premesse normative parte l'analisi del libro, che però subito sposta l'attenzione del lettore verso una visione innovativa del problema: quella di garantire all'operatore giuridico l’accesso e la disponibilità di risorse di dati legislativi,dottrinali, giurisprudenziali in tempo reale, perché è in tempo reale che oggi le stesse fonti normative cambiano.

Ecco che allora l’aggiornamento legislativo on line diventa fondamentale per l’esercizio stesso della giurisdizione.
La disponibilità di documenti condivisi in rete locale diventa una prospettiva reale di informazione per una giurisdizione più attenta e consapevole e quindi più efficace.
L’idea della "giustizia digitale" è finalizzata a garantire davvero più efficacia ed efficienza all’azione giurisdizionale.

Gli Autori bene illustrano come costruire una politica dell’innovazione tecnologica nella giustizia si basi non solo su un migliore utilizzo delle risorse disponibili, ma soprattutto su un rinnovamento procedurale fondato sull'utilizzo di strumenti informatici avanzati di trattamento ed elaborazione dei dati giudiziari e processuali, che possono affiancare all'efficienza anche un concreto risparmio di spesa (si pensi alla informatizzazione delle notifiche con la posta elettronica certificata, su cui ha insistito il legislatore degli ultimi anni con sempre maggiore convinzione).

Certo l'innovazione telematica implica un impegno all’interno degli uffici giudiziari, perché per implementare il sistema non è più il tempo di "delegare agli specialisti".

La rete dei referenti distrettuali informatici, che ormai ha più di dieci anni, consente di dare un giudizio più che positivo della sua attività.

Ma è venuto ora il tempo della "generalizzazione", come il libro mette bene in evidenza.

La politica dell’innovazione nella giustizia si tradurrà in autentico rinnovamento procedurale e strutturale solo se determinerà l'adozione in tutti gli uffici giudiziari di standard e strumenti applicativi informatici avanzati che possano coniugare flessibilmente la rapidità dell'accesso con la disponibilità dei documenti in sede processuale.
 
Al di fuori di questa prospettiva la progettazione di un “ufficio” del magistrato appare semplicemente illusoria ,e forse fuorviante.

Immaginare oggi una struttura organizzativa senza porsi il problema delle tecnologie disponibili, anche in termini di formazione e di aggiornamento e dell’uso quotidiano, è porsi di per sé su un terreno di retroguardia.

E' venuto il momento di passare dalla pianificazione al coinvolgimento sul campo dei protagonisti del processo.

E' su questo terreno che si giocherà, in un quadro di risorse economiche necessariamente ridotte sia nel breve che nel medio periodo, la capacità del mondo della giustizia di cogliere nelle potenzialità dell'informatica un volano per agganciare una ripresa di efficienza e di tempestività.

È giunta l'ora di condividere i risultati della sperimentazione del processo telematico nel civile e di estenderlo anche nel penale.

Il tanto vagheggiato "ufficio del giudice" potrebbe risorgere come l'Araba Fenice proprio attraverso le potenzialità dell'informatica giuridica.

Ciò che avrebbe dovuto fare l'assistente del giudice oggi può farlo il "cloud computing", che - come è a Voi esperti ben noto - è una struttura informatica centralizzata collegata alla rete, che consente di conservare dati in memorie fisiche che appartengono ad altri soggetti.

Basta avere il coraggio di provare.
E leggere le testimonianze di questo volume è un buon viatico per iniziare a farlo.

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