Ricevimento dei nuovi MOT al Quirinale

Ricevimento dei nuovi MOT al Quirinale

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Signor Presidente della Repubblica,

sono lieto ed onorato di presentarLe oggi i nuovi magistrati ordinari in tirocinio.
L'incontro con i neo magistrati e' ormai una gradita tradizione cui il Consiglio Superiore della Magistratura riconnette significato istituzionale e valore simbolico.
A livello istituzionale e' importante sottolineare la particolare rilevanza sociale e civile che connota il delicato compito dei magistrati.
A livello simbolico e' altrettanto importante far sentire ai giovani magistrati la vicinanza delle  Istituzioni.
La  delicatezza delle funzioni che vi accingete ad esercitare e la relativa responsabilità sono proporzionali all'aspettativa che i cittadini ripongono in un'amministrazione della giustizia corretta ma anche efficiente, anzi corretta perché efficiente.
La legge e' davvero uguale per tutti se la sua applicazione riesce ad essere tempestiva. Diversamente l'irragionevole durata del processo penalizza inevitabilmente la parte più debole, economicamente o socialmente, e produce un risultato ingiusto perché il principio di uguaglianza non è più garantito.
Non solo.
Una decisione tardiva, per quanto tecnicamente impeccabile, rischia di essere inutile, perché nel frattempo le parti avranno trovato altre vie non sempre lecite per ricomporre la violazione del diritto leso.
L'ordinamento già mette a disposizione dei giudici soluzioni acceleratorie del processo.
La cultura dell'organizzazione del proprio lavoro nella prospettiva dell'efficacia del servizio reso deve entrare nel DNA dei magistrati, non meno che la legittima rivendicazione della padronanza degli strumenti giuridici dimostrati attraverso i provvedimenti adottati.
La vostra elevata professionalità, testimoniata anche dalla notoria difficoltà del concorso che avete superato, deve essere sempre messa al servizio della qualità e della tempestività delle decisioni che  renderete ai cittadini.
La magistratura confermerà, anche grazie a voi, le potenzialità di un corpo moderno ed al passo con i tempi.
Quello che dovrete interpretare e' un modello di magistrato calato nell'attualità, consapevole di un contesto di crisi alla cui risoluzione pure la magistratura deve offrire un contributo, fatto di professionalità e di efficienza, per garantire al nostro paese una maggiore competitività anche in tema di giustizia considerato uno degli indicatori per attrarre investimenti.
L'insistenza sull'aspetto della tempestività e dell'efficienza non deve tuttavia far dimenticare che il nostro ordinamento ha attribuito alla magistratura il ruolo di garante della legalità attraverso l'esercizio della giurisdizione.
La Costituzione affida infatti alla magistratura la funzione più alta: quella di incarnare il volto stesso dello Stato di diritto, di rendere le formule della legge fonte di protezione effettiva dei beni e degli interessi e strumento di tutela dei più deboli.
Per poter svolgere correttamente questo ruolo la magistratura deve essere imparziale, cioè dare garanzia di non subire condizionamenti nè esterni nè interni. Per queste ragioni i Padri costituenti vollero assicurarle autonomia e indipendenza e ne affidarono il governo al Consiglio Superiore, presidio dei valori fondanti il potere giudiziario.
Ciò spiega anche perché la presidenza del CSM e' affidata al Capo dello Stato. Con tale scelta si è inteso esaltare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dal potere politico, e più in generale da ogni ingerenza.
In voi, come in tutti i vostri colleghi, deve quindi consolidarsi la consapevolezza di rappresentare  l'insostituibile potestà statale di ius dicere, di dire ciò che è giusto.
Per fare questo è tuttavia necessario che nella magistratura tutta, e nelle giovani generazioni in particolare, sia viva la coscienza che la legittimazione per svolgere questo compito non risiede solo e tanto nella investitura concorsuale e nella autoritativa potestà conseguente, quanto nell'autorevolezza del proprio comportamento.
Il Paese ha bisogno del magistrato ma la nostra, la vostra responsabilità è quella di darle un magistrato preparato, laborioso, imparziale e perciò autorevole per sè e per la delicata funzione che svolge per la collettività.
Un compito che è agevolato dalla preziosa opera della Scuola Superiore della Magistratura che già in questo suo primo anno di operatività ha dimostrato di saper garantire ai magistrati italiani uno standard di aggiornamento e di qualificazione professionale all'altezza della tradizione del CSM.
Il vostro cammino non sarà privo di ostacoli, ma vi conforti sapere che non lo affronterete da soli.
Il CSM accompagnerà la vostra crescita umana e professionale, che auguriamo oggi a ciascuno di Voi piena di soddisfazioni.

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