Vietti al convegno del CSM sul procuratore europeo antifrode

Vietti al convegno del CSM sul procuratore europeo antifrode

|

GIUSTIZIA: VIETTI, SVOLTA CON PM EUROPEO MA GARANTIRNE AUTONOMIA =
(AGI) - Roma, 9 lug. - L'istituzione del Procuratore europeo
rappresenta una "svolta", ma restano da chiarire regole e
competenze della nuova figura. E' la posizione espressa oggi
dal vicepresidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un
convegno a Palazzo dei Marescialli, che ritiene irrinunciabile
il riferimento all'"autonomia" del pubblico ministero. "I
profili problematici sono numerosi - rileva Vietti - che ruolo
avrà il pubblico ministero europeo? Si relazionerà
direttamente con la polizia giudiziaria interna? Come sarà
definita la sua competenza e quali i suoi rapporti con la
magistratura requirente interna?". (AGI)
Oll  (Segue)
091609 LUG 13

GIUSTIZIA: VIETTI, SVOLTA CON PM EUROPEO MA GARANTIRNE AUTONOMIA (2)=
(AGI) - Roma, 9 lug. - "Un principio fondamentale del nostro
ordinamento, quello della obbligatorietà dell'esercizio
dell'azione penale - si chiede ancora Vietti - sarà ritenuto
derogabile dalla normativa europea?". Non minori problemi,
aggiunge il numero due di Palazzo dei Marescialli, "pone la
questione ordinamentale: il nostro sistema prevede un potere
giudiziario unitario, comprensivo cioè della funzione
requirente e di quella giudicante, garantito come indipendente
ed autonomo. Altrove in Europa troviamo ordinamenti in cui non
esiste una magistratura professionale; vi sono sistemi in cui
la funzione requirente è separata da quella giudicante; in
altri è sottoposta al controllo diretto o indiretto del potere
esecutivo". Tra le ipotesi di soluzioni praticabili, rileva
Vietti, "c'è quella del cosiddetto 'doppio cappello', che
prevede l'esercizio della funzione requirente europea da parte
dei magistrati italiani del pubblico ministero che
alternerebbero tale veste, a seconda dei reati e dei
procedimenti trattati, con quella ordinaria nazionale". (AGI)
Oll
091609 LUG 13

GIUSTIZIA: VIETTI, PROCURATORE EUROPEO E' SVOLTA MA ASPETTI PROBLEMATICI =
'SERVE RICHIAMO CHIARO ALL'AUTONOMIA'
Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - L'istituzione del procuratore
europeo, prevista dall'articolo 86 del Trattato dell'Unione e che sta
per vedere la luce, è da considerarsi "una svolta" nel cammino
fatto per dotare l'Ue "di un'autorità giudiziaria requirente
centrale, direttamente operativa". Ma "i profili problematici sono
numerosi", e serve un richiamo chiaro "all'autonomia". A
sottolinearlo è il vicepresidente del Consiglio superiore della
magistratura, Michele Vietti, introducendo il convegno 'I recenti
sviluppi del diritto penale europeo e i riflessi sul sistema italiano:
dalle nuove competenze della Ue al procuratore europeo', che si è
tenuto a Palazzo dei Marescialli.
Il Trattato, ricorda Vietti, attribuisce al procuratore europeo
"il compito di combattere i reati che ledono gli interessi finanziari
dell'Unione. In tale settore il Procuratore individua, persegue e
rinvia a giudizio gli autori dei reati, ed esercita l'azione penale
dinanzi all'autorità giudiziaria nazionale".
"Che ruolo avrà il pubblico ministero europeo? Si relazionerà
direttamente con la polizia giudiziaria interna? - si chiede Vietti -
Che tipo di richieste formulerà al giudice nazionale? e con quale
legge processuale? Come sarà definita la sua competenza e quali i
suoi rapporti con la magistratura requirente interna?". E ancora:
"Un principio fondamentale del nostro ordinamento, quello della
obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, sarà ritenuto
derogabile dalla normativa europea?". (segue)
(Coc/Opr/Adnkronos)
09-LUG-13 16:50

GIUSTIZIA: VIETTI, PROCURATORE EUROPEO E' SVOLTA MA ASPETTI PROBLEMATICI (2) =
'CHE PROFILO AVRA', E COME SARA' COMPOSTO IL SUO UFFICIO?'
(Adnkronos) - "Non minori problemi - evidenzia il
vicepresidente del Csm - pone la questione ordinamentale. Il nostro
sistema prevede un potere giudiziario unitario, comprensivo cioè
della funzione requirente e di quella giudicante, garantito come
indipendente ed autonomo. Si tratta di un potere diffuso, privo di
articolazioni gerarchiche interne. Altrove in Europa - ricorda -
troviamo ordinamenti in cui non esiste una magistratura professionale;
vi sono sistemi in cui la funzione requirente è separata da quella
giudicante; in altri è sottoposta al controllo diretto o indiretto
del potere esecutivo".
Anche da questo punto di vista Vietti pone alcune questioni:
"Che profilo avrà il procuratore europeo, da chi sarà nominato e
come sarà composto il suo ufficio? Avrà le sembianze di un corpo
gerarchicamente organizzato unitariamente rappresentato da un vertice
detentore esclusivo della funzione?". Tra le "soluzioni praticabili
- suggerisce - c'è quella del cosiddetto 'doppio cappello', che
prevede l'esercizio della funzione requirente europea da parte dei
magistrati italiani del pubblico ministero che alternerebbero tale
veste, a seconda dei reati e dei procedimenti trattati, con quella
ordinaria nazionale".
Infine la considerazione che "la maggior parte della strada è
stata già fatta. Occorre ora percorrere l'ultimo miglio, nell'ottica
di realizzare uno spazio di democrazia piena, matura, avanzata, che
aspiri legittimamente a costituire un modello per il mondo, guardando
con un certo orgoglio alle nostre tradizioni e con ragionevole
ottimismo a quello che ancora ci separa dalla costruzione del Pm
europeo".
(Coc/Opr/Adnkronos)
09-LUG-13 16:52

Giustizia:Vietti,svolta pm europeo ma garantire autonomia
Direttore Olaf, in alcuni Stati represso solo 5% frodi Ue
(ANSA) - ROMA, 9 LUG - Rappresenta una "svolta"
l'istituzione del procuratore europeo antifrode, con il compito
di combattere i reati che ledono gli interessi finanziari
dell'Unione europea e di esercitare l'azione penale dinanzi alle
autorità giudiziarie nazionali. Ma pone "numerosi  profili
problematici", a cominciare dalla compatibilità con la nostra
Costituzione che prevede un potere giudiziario unitario,
"garantito come indipendente e autonomo" e "privo di
articolazioni gerarchiche interne". Il vice presidente del Csm
Michele Vietti, pur esprimendo un "ragionevole ottimismo" non
nasconde i nodi legati alla nuova figura di pm europeo, in un
convegno sul tema organizzato da Palazzo dei marescialli.E
indica la "separazione dei poteri" e "l'autonomia del Pm",
come paletti dai quali non si potrà prescindere.
Tempo da perdere non ce n'è: il 17 luglio prossimo la
Commissione Ue approverà il regolamento per la istituzione del
procuratore europeo e comincerà l'iter legislativo che vedrà
coinvolti oltre alle istituzioni europee tutti gli Stati membri.
E un ruolo "cruciale" per il successo di questa iniziativa
sarà giocato dal governo italiano, che nel secondo semestre del
prossimo anno avrà la presidenza di turno dell'Unione, come fa
notare Giovanni Kessler, direttore dell'Olaf, l'organismo
europeo anti-frode.
Se si è arrivati all'idea di un procuratore europeo è
proprio perchè la repressione dei reati ai danni del bilancio
europeo da parte degli Stati membri è considerata
insoddisfacente: non solo gli illeciti commessi sono
numericamente molto superiori a quelli che arrivano davanti ai
tribunali, ma da parte di alcuni Paesi non c'è la volontà di
perseguirli. Ne è prova -dice Kessler- che alcuni Stati danno
seguito solo al 5% delle richieste dell'Olaf di esercitare
l'azione penale, a differenza di altri Paesi dove il tasso
schizza all'85%.
"C'è un deficit di repressione" dei reati ai danni degli
interessi finanziari della Ue, riconosce anche il Pg della
Cassazione Gianfranco Ciani, che anche per questo dà il suo
"pieno appoggio" all'istituzione del pm europeo. Si tratta di
una "grande e bella sfida di cui non vanno nascoste le
insidie", osserva il primo presidente della Cassazione Giorgio
Santacroce. Insidie come i problemi di compatibilità con i
nostri principi costituzionali, a cominciare dall'obbligatorietà
dell'azione penale, che sarebbe difficilmente conciliabile -
come fa notare il presidente della Sesta Commissione del Csm
Paolo Auriemma- con la prospettiva della discrezionalità di
esercizio del nuovo procuratore europeo.(ANSA).
FH
09-LUG-13 17:23

Categorie