Vietti in Cassazione, al convegno sugli illeciti disciplinari dei magistrati, sulla responsabilità delle toghe

Vietti in Cassazione, al convegno sugli illeciti disciplinari dei magistrati, sulla responsabilità delle toghe

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Magistratura: Vietti, intervenire su responsabilità disciplinare =
(AGI) - Roma, 17 ott. - Per quanto riguarda la responsabilità
disciplinare dei magistrati "credo sia necessario un ulteriore
intervento legislativo che io vedrei come integrativo". Lo ha
detto il vice presidente del consiglio superiore della
magistratura, Michele Vietti, intervenendo a un convegno sul
sistema disciplinare dei magistrati in Cassazione. Tuttavia, ha
sottolineato Vietti, questo intervento dovrà essere
equilibrato in quanto "l'indiscriminato allargamento del
perimetro punitivo rischierebbe di minare l'intero sistema".
"La tenuta del sistema di responsabilità dei giudici - ha
concluso - sta tutta nella modulazione di forme di
responsabilità ragionevoli, compatibili e applicabili". Vietti
ha anche sottolineato come "la materia disciplinare sia un
nervo scoperto che quando viene toccato determina sempre
reazioni vivaci". Motivo per il quale "affrontare il tema della
responsabilità dei giudici significa affrontare il tema degli
equilibri, e quindi anche dei disequilibri, dell'impalcatura
costituzionale dello stato". (AGI)
Rma/Pro/Pgi
171658 OTT 13

GIUSTIZIA: VIETTI, SERVE INTERVENTO LEGISLATORE SU RESPONSABILITA' MAGISTRATI =
'MA SIA INTEGRATIVO, ALLUNGARE PERIMETRO PUNITIVO MINEREBBE IL
SISTEMA'
Roma, 17 ott. (Adnkronos) - "Sul tema della responsabilità dei
magistrati, c'è la necessità di un intervento legislativo che sia
integrativo, tenendo però conto del fatto che un indiscriminato
allargamento del perimetro punitivo rischierebbe di minare il sistema
giudiziario". E' quanto sostiene il vicepresidente del Csm Michele
Vietti, intervenendo nell'aula magna della Corte di Cassazione al
convegno sul tema 'Riflessioni sul sistema disciplinare tipizzato'.
Vietti sottolinea che "il tema della responsabilità del giudice
e in particolare la materia disciplinare costituisce un nervo scoperto
che, appena toccato, determina subito reazioni, anche contrastanti ma
sempre vivaci. Affrontarlo -spiega- significa anche affrontare
equilibri e disequilibri dell'impalcatura giudiziaria dello Stato.
Occorre tenere conto non solo degli aspetti legati al tecnicismo
giuridico ma anche delle ricadute sulla comunità, in quanto un potere
che non fosse soggetto a rendiconto sarebbe un potere fuori controllo
e minaccerebbe le libertà fondamentali degli individui".
Il vicepresidente del Csm osserva che "quando si parla di
autonomia giudiziaria, questa non deve intendersi come
autoreferenzialità ma come garanzia della democraticità dello
Stato". In tal senso, fornisce alcune cifre eloquenti: dal settembre
2010 al dicembre 2012 su 342 casi sollevati vi sono state 164 condanne
e cessazioni preventive dall'ordine giudiziario, pari dunque a quasi
il 50%. "Occorre -conclude Vietti- che le forme di responsabilità
disciplinare dei giudici siano ragionevoli, compatibili e
applicabili".
(Bon/Ct/Adnkronos)
17-OTT-13 17:04

Csm: Vietti, per toghe più sanzioni che altre professioni
Ok intervento ma non allargare troppo perimetro punibilità
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - C'è la "necessità di un ulteriore
intervento legislativo-integrativo", rispetto alla riforma
introdotta nel 2006, anche se "l'indiscriminato allargamento del
perimetro punitivo rischierebbe di minare il sistema". Lo
sottolinea il vicepresidente del Csm, Michele Vietti,
intervenendo al Palazzaccio ad un convegno "sul sistema
disciplinare" per la presentazione del libro di Pasquale Fimiani
e Mario Fresa, sostituto pg della Cassazione, "Gli illeciti
disciplinari dei magistrati ordinari".
"La materia degli illeciti disciplinari è un nervo scoperto
che quando viene toccato determina immediatamente reazioni
vivaci, anche contrastanti", ha detto Vietti, che ha poi citato
i dati sui procedimento disciplinari emessi dal Csm: dal
settembre 2010 al dicembre 2012 ha una percentuale di condanne e
di cessazione preventive dall'ordine giudiziario che si aggira
intorno al 50%. Su 342 procedimenti definiti le condanne sono
164. "Una percentuale - premette - incomparabile rispetto alle
altre sanzioni disciplinare di qualunque altra professionalità
di questo paese", anche se dalla "prassi applicata" dalla
sezione disciplinare emerge come "l'impianto esistente non
consente per le sue maglie rigide di intercettare condotte
riprovevoli e inaccettabili che tuttavia non si riesce a
sussumere data la legge".
"L'iniziale miraggio di una adesione volontaria all'etica da
parte del corpus giudiziario sotto la spinta del senso
dell'onorabilità e di appartenenze alla categoria non ha portato
a compimento l'auspicio di alzare i proprio standard
comportamentali", ha aggiunto Vietti, per il quale rimane però
"l'auspicio che individualmente un magistrato, consapevole
dell'alto ufficio di cui è investito, recuperi il senso della
responsabilità". (ANSA).
Y12
17-OTT-13 17:15

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